Naturalmente nella storia del cinema italiano del dopoguerra non poteva mancare Napoli, con le sue bellezze, con la sua storia, i personaggi, la sua civiltà. Volendo superare la disamina su musicarelli, film d’azione ed altri, ho individuato quattro settori, nei quali secondo il mio parere le seguenti opere sono da considerarsi dei capolavori.
Tra le riviste, “Carosello Napoletano”, tra le opere drammatiche “Napoli Milionaria”, tra quelle storiche “Le quattro giornate di Napoli” e infine un classico della comicità “Operazione S. Gennaro”. Un discorso a parte per “L’oro di Napoli”.
“Carosello napoletano”, del 1954 è una splendida cavalcata attraverso la storia, le musiche e le canzoni napoletane. Forse la prima rivista italiana del dopoguerra arricchita da un cast di attori eccezionale con colori festosi e costumi bellissimi e le coreografie del gran ballet du Marquis De Cuevas.
Buon successo di pubblico anche da me con più giorni di programmazione. Anche “Napoli milionaria”, forse la più famosa delle commedie di Eduardo De Filippo, regista di se stesso che si conclude con la famosa battuta “Adda’ passa’ a’ nuttata”, anche qui un buon successo di pubblico e critica .
“Le quattro giornate di Napoli” di Nanni Loy, prodotto dalla Titanus nel 1962 ripercorre passo dopo passo una delle più belle pagine vissute dal popolo napoletano. Memorabile la colonna sonora di Carlo Rustichelli. Ebbe tre nastri nd’argento.
“Operazione S. Gennaro”, grandi interpreti, grande comicità, che descrive un furto improbabile ordito da tre americani e da tre poveri cristi napoletani, durante il festival di Napoli, stroncato dalla critica ebbe un grande successo di pubblico.
Come dicevo, “L’oro di Napoli” di Vittorio De Sica, merita un discorso a parte; forse tra i tanti capolavori desichiani è il più complesso dovuto presumibilmente al grande Marotta con il suo romanzo basato su cinque racconti trasposti in cinque episodi con interpreti di eccezione.
Da Totò a Sofia Loren, allo stesso De Sica, a Paolo Stoppa, a Silvana Mangano. Grande successo di critica e pubblico.
In questa carrellata sul cinema a Napoli, ho ritenuto citare un film del 1958, “Il bacio del sole”, sottotitolo “Don Vesuvio”. Dello stesso purtroppo non vi è traccia nelle enciclopedie in mio possesso, ma ho avuto modo di vederlo nella Fondazione “Casa dello Scugnizzo” della quale sono Presidente dal 2011. Ebbene è un film commovente sulla vita di Mario Borrelli e sulla nascita della “Casa dello Scugnizzo”, da lui fortemente voluta, e edificata nel 1968. Un cast di tutto rispetto, è altresì uno spaccato sulla vita della Napoli del dopoguerra, sul popolare Rione “Materdei” e sulla infanzia a volte abbandonata e recuperata socialmente proprio da Mario Borrelli. Ma Napoli è stata un set a cielo aperto per registi napoletani come De Angelis, Andò, Martone, Sorrentino. Come per tante fiction televisive, “I bastardi di Pizzofalcone”, “Mina Settembre”, “Il Commissario Ricciardi”, “L’amica geniale” e anche le produzioni americane hanno intravisto le potenzialità di Napoli con attori famosi come Julia Roberts e Denzel Washington.
E certamente non finirà qui!!
Antonio Lanzaro